La strada era sconnessa e molto ripida e il mio cinquantino stava arrancando un po'. Alla fine dell'ardua salita, a destra della strada, si poteva vedere dall'alto il piccolo paese. Il grande orologio del campanile si alzava austero sui giardini, il punto d'incontro dei ragazzi del posto e che noantri avevamo teneramente ribattezzato "l'ora d'aria". Le case ingrigite dal tempo erano disposte alla rinfusa intorno alla chiesa ma ben compatte. Le loro mura antiche davano l'idea di catapecchie abbandonate se non fosse stato per i panni appesi alle finestre e per la chitarra di Plettro. Plettro era ragazzo di qualche anno più grande di noi. Non si concedeva quasi mai l'ora d'aria e in pochi avevano scambiato con lui qualche parola. Era un tipo riservato ma la sua chitarra la conoscevano tutti. A tutti era capitato di ascoltar uscire dal suo amplificatore le note del quinto capriccio in La minore di Paganini, sentirlo passare attraverso le imposte del suo balconcino sgombro come se quel suono fosse opera di un'intera orchestra. Chi aveva preso in mano una chitarra almeno un paio di volte sapeva che quella musica non poteva essere opera di un ragazzo normale. Era diffusa l'idea infatti che Plettro avesse barattato l'anima col diavolo per le mani di Hendrix, o peggio ancora c'era chi ipotizzava che l'avesse promessa per un paio di mani in più. Io intanto m'ero fermato sulla strada incantato da dall'assolo eccezionale di "Far beyond the sun" di Malmsteen, eseguito da Plettro con una precisione incredibile. In quel momento Ansa mi battè sulla spalla. "Schizzo! Andiamo dai! Io alle sette devo essere a casa". Col dito disegnai un "OK" sul parabrezza sporco e ripartii. Guidavo verso la zona nuova del paese, dove si trovavano le case di recente costruzione. "Da quanto tempo è qui?" chiesi. Ben salda al sellino per paura di cadere Ansa mi rispose, "Neanche un anno credo". Le mie domande sul perchè non l'avessi mai vista ebbero una secca risposta. Prima che potessi dire altro Ansa m'indicò un piccolo edificio rosso che si erigeva dietro i pini di un giardino pubblico. Parcheggiai accanto al portone di ferro battuto con addosso poco entusiasmo e tanta voglia di tornare a casa e finire questa pagliacciata. Ansa scese e con un sorriso complice (a me pareva più un rigurgito ma non glielo feci notare) s'avvicino al citofono. Il momento in cui suonò quel campanello non lo dimenticherò più. Dal secondo piano del palazzo s'aprì lenta una finestra e in quel preciso istante alzai gli occhi e la vidi. Una gigantesca ondata di acqua saponata mi colpiva in pieno, me e cinquantino, cancellando dal parabrezza i miei disegni, mentre l'anziana signora rientrava con il suo secchio ignara di quel che fosse accaduto. Ansa cominciò a ridere ma prima che potessi mettergli le mani adosso scappò verso i giardini e si sedette su un'altalena, in preda a una crisi di scompisciamento isterico. "Maledetta tu e le tue idee del cazzo" gli gridai dietro. Ero tanto zuppo quanto nero, un po' per l'incazzatura un po' per l'acqua sporca. "Credo tu abbia conosciuto mia nonna" disse una voce dietro di me. Mi girai e la vidi. Stavolta la sorpresa fu ancora più grande. La stupida fotocamera VGA del cellulare di Ansa non rendeva giustizia a quell'angelo. Era a pochi metri da me sulla sua bici. Aveva capelli ricci che le scendevano fin sopra le spalle, un corpo mozzafiato messo in risalto dal completo sportivo che le stava a pelle e un viso che mi lasciò credere per un attimo di essere in un sogno. Ma più di ogni altra cosa erano i suoi occhi. Non riuscivo a distinguerne il colore da dov'ero, ma di qualunque tonalità fossero erano gli occhi più belli che avessi mai visto. Non credevo ai colpi di fulmine, mai creduto all'amore a prima vista, ma devo ammettere che in quel momento anche se non ero innamorato di lei potevo dire di essere già un bel pezzo avanti. "Allora?" disse lei. Non seppi aprire bocca se non per bisbigliare, "Io... sono... bagnato". Lei rise di gusto. Mi sentii una merda ma il mio sguardo s'illumino quando compresi che non c'era nessuno scherno in quel momento d'ilarità, soltanto il principio di una tenera e dolce complicità...9.10.07
Schizzo... Parte Seconda
La strada era sconnessa e molto ripida e il mio cinquantino stava arrancando un po'. Alla fine dell'ardua salita, a destra della strada, si poteva vedere dall'alto il piccolo paese. Il grande orologio del campanile si alzava austero sui giardini, il punto d'incontro dei ragazzi del posto e che noantri avevamo teneramente ribattezzato "l'ora d'aria". Le case ingrigite dal tempo erano disposte alla rinfusa intorno alla chiesa ma ben compatte. Le loro mura antiche davano l'idea di catapecchie abbandonate se non fosse stato per i panni appesi alle finestre e per la chitarra di Plettro. Plettro era ragazzo di qualche anno più grande di noi. Non si concedeva quasi mai l'ora d'aria e in pochi avevano scambiato con lui qualche parola. Era un tipo riservato ma la sua chitarra la conoscevano tutti. A tutti era capitato di ascoltar uscire dal suo amplificatore le note del quinto capriccio in La minore di Paganini, sentirlo passare attraverso le imposte del suo balconcino sgombro come se quel suono fosse opera di un'intera orchestra. Chi aveva preso in mano una chitarra almeno un paio di volte sapeva che quella musica non poteva essere opera di un ragazzo normale. Era diffusa l'idea infatti che Plettro avesse barattato l'anima col diavolo per le mani di Hendrix, o peggio ancora c'era chi ipotizzava che l'avesse promessa per un paio di mani in più. Io intanto m'ero fermato sulla strada incantato da dall'assolo eccezionale di "Far beyond the sun" di Malmsteen, eseguito da Plettro con una precisione incredibile. In quel momento Ansa mi battè sulla spalla. "Schizzo! Andiamo dai! Io alle sette devo essere a casa". Col dito disegnai un "OK" sul parabrezza sporco e ripartii. Guidavo verso la zona nuova del paese, dove si trovavano le case di recente costruzione. "Da quanto tempo è qui?" chiesi. Ben salda al sellino per paura di cadere Ansa mi rispose, "Neanche un anno credo". Le mie domande sul perchè non l'avessi mai vista ebbero una secca risposta. Prima che potessi dire altro Ansa m'indicò un piccolo edificio rosso che si erigeva dietro i pini di un giardino pubblico. Parcheggiai accanto al portone di ferro battuto con addosso poco entusiasmo e tanta voglia di tornare a casa e finire questa pagliacciata. Ansa scese e con un sorriso complice (a me pareva più un rigurgito ma non glielo feci notare) s'avvicino al citofono. Il momento in cui suonò quel campanello non lo dimenticherò più. Dal secondo piano del palazzo s'aprì lenta una finestra e in quel preciso istante alzai gli occhi e la vidi. Una gigantesca ondata di acqua saponata mi colpiva in pieno, me e cinquantino, cancellando dal parabrezza i miei disegni, mentre l'anziana signora rientrava con il suo secchio ignara di quel che fosse accaduto. Ansa cominciò a ridere ma prima che potessi mettergli le mani adosso scappò verso i giardini e si sedette su un'altalena, in preda a una crisi di scompisciamento isterico. "Maledetta tu e le tue idee del cazzo" gli gridai dietro. Ero tanto zuppo quanto nero, un po' per l'incazzatura un po' per l'acqua sporca. "Credo tu abbia conosciuto mia nonna" disse una voce dietro di me. Mi girai e la vidi. Stavolta la sorpresa fu ancora più grande. La stupida fotocamera VGA del cellulare di Ansa non rendeva giustizia a quell'angelo. Era a pochi metri da me sulla sua bici. Aveva capelli ricci che le scendevano fin sopra le spalle, un corpo mozzafiato messo in risalto dal completo sportivo che le stava a pelle e un viso che mi lasciò credere per un attimo di essere in un sogno. Ma più di ogni altra cosa erano i suoi occhi. Non riuscivo a distinguerne il colore da dov'ero, ma di qualunque tonalità fossero erano gli occhi più belli che avessi mai visto. Non credevo ai colpi di fulmine, mai creduto all'amore a prima vista, ma devo ammettere che in quel momento anche se non ero innamorato di lei potevo dire di essere già un bel pezzo avanti. "Allora?" disse lei. Non seppi aprire bocca se non per bisbigliare, "Io... sono... bagnato". Lei rise di gusto. Mi sentii una merda ma il mio sguardo s'illumino quando compresi che non c'era nessuno scherno in quel momento d'ilarità, soltanto il principio di una tenera e dolce complicità...La Cazzata Delle 15:33:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: PICCOLE CRESCONO
7.10.07
Mercenari Della Comunicazione
persuasione tale vende anche se non vale.
Fatti abbindolare, non ti può far male
e per un orinale sale la tua voglia sale.
Per i tuoi contanti in culo anche ai santi,
sempre sull'attenti che a fregarti siamo in tanti.
Stringilo tra i denti quel motivetto funky,
ma poi lo risenti e spendi soldi ai quattro venti.
Ma non mi giudicare male fratello.
Io metto un pò di sale, sei tu che cuoci il tuo cervello!
Mercenari della comunicazione,
per denari svendiamo ogni emozione.
Come direttori d'orchestra
suoniamo nella tua testa
la musica che con orgoglio
riempe il nostro "portfoglio"!
Ma non mi giudicare male sorella.
La merda è tutta uguale, però la mia sa di nutella!
Testo Incompleto Di Simone G
La Cazzata Delle 19:23:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: SUONANO I PENSIERI MIEI
5.10.07
Tarantola D'Africa
Sono la tarantola d' Africa, sorrido pensando brutto. Dentro la mia scatola di plexiglas per difenderti da me e dal mio veleno. Libero dicono che so ucciderti osservandoti. Ma tu paghi il tuo biglietto per guardarmi poi potrai volermi morto oppure amarmi. Guarderai quanto ti va stringendo con la mano il tuo papà. E dentro che succede se il cuore ha troppa sete? E fuori ti diverti ma nessuno me lo chiede quanto è facile pensare al sole come una distrazione. Maturando il mio dolore mi trasformo in attrazione, catturato per mia distrazione, scelta o imposizione. Ripetermi con convinzione che la vita da qui sarebbe stata migliore ma il migliore non resiste e quanto è bello quanto è triste dimenticarsi che il dolore esiste... che il dolore esiste. Sei una coccinella bellissima, sorridi guardando tutto. Forse mai nessuno ti osserverà ma questo a volte conta meno, molto meno. Stupido dicono regalarsi a un altro albero, tra i suoi rami e le sue foglie addormentarsi, non sai più se continuare o accontentarti. Guarderai quanto ti va stringendo con la mano il tuo papà. E dentro che succede se il cuore ha troppa sete? E fuori ti diverti ma nessuno me lo chiede quanto è facile pensare al sole come una distrazione. Maturando il mio dolore mi trasformo in attrazione, catturato per mia distrazione, scelta o imposizione. Ripetermi con convinzione che la vita da qui sarebbe stata migliore ma il migliore non resiste e quanto è bello quanto è triste dimenticarsi che il dolore esiste... che il dolore esiste. Ma tu paghi il tuo biglietto per guardarmi poi potrai volermi morto oppure amarmi. Guarderai quanto ti va stringendo con la mano il tuo papà... stringendo con la mano il tuo papà...Testo di Tiziano Ferro
La Cazzata Delle 08:41:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: SUONANO I PENSIERI MIEI
3.10.07
Con Gli Occhi Di Un Bambino
e i fiori sono tanti e sono colorati tipo giallo, rosso e giallo scuro.
Gli animaletti saltano quasi tutti ma le formiche no,
non possono perchè la loro felicità è troppo grande e pesa.
E il vento soffia e spegne le candeline del mio cuore
che brucia d'amore ma non fa male perchè brucia per finta.
L'acqua è buona e trasparente quindi anche buona da bere
ma forse no perchè gli animaletti lasciano frammenti di pensieri.
E vorrei essere il sole che splende ma però poi la luna
perchè altrimenti potrei scaldarti solo per poche ore,
anche se la luna non è che scalda
e poi tutto dipende dall'equinozio d'amore.
Simone G
La Cazzata Delle 22:37:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: EMOZIONI
Neruda
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno
La Cazzata Delle 21:40:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: EMOZIONI
I Ghezzi Vostri
Il Cinemascope... che geniale invenzione. Procacciatore di emozioni, fontana narrativa e poetica ma anche puro e godereccio intrattenimento. Chi non ne è affascinato, chi non lo segue o semplicemente ha perso il meglio della sua produzione forse troverà utile questa piccola (fino ad un certo punto) guida. Se vi manca qualcosa di questo risicato elenco siete delle bestie ignoranti e puzzolenti. Scaricate e aprite la mente.Prima di tuttI Il Padrino. Anche la Parte Seconda e Terza. E’ stato votato come il film più bello di tutti i tempi. Poi... bisogna assolutamente vedere o aver visto:
Pulp Fiction, Le Iene e Kill Bill, di Tarantino, essenza del cinema Pulp.
Quarto Potere, di Orson Welles, l'influenza dei Media sull'elettorato.
Il Falcone Maltese, di John Houston, una pietra miliare del genere Noir.
Il Grande Sonno, ancora con Bogart e ancora Noir.
Memento, di Nolan, ottima prova di montaggio e visione narrativa.
Se7en (Seven) e Fight Club, di Fincher, violenti e disturbati.
Se Mi Lasci Ti Cancello, di Gondry, certe cose non si dimenticano...
American History X, con Edward Norton, una storia americana di violenza e discriminazione razziale.
Leon, Nikita e Il Quinto Elemento, di Luc Besson, capolavori francesi di azione e fantascienza.
Requiem For A Dream, la dipendenza genera disordine.
L.A. Confidential, con Kevin Spacey, raffinato Noir dal grande impatto visivo.
Stanley Kubrick, la sua filmografia è un pezzo di storia.
Schinderl’s List, E.T., Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo, Lo Squalo, Salvate il soldato Ryan, di Steven Spielberg.
Il Buono, Il Brutto e il Cattivo e C’era Una Volta Il West, C’era una volta in America, di Sergio Leone, uno dei più grandi registi nostrani.
Gli Intoccabili, di De Palma, il gangster-movie visto sotto gli occhi del grande regista.
Il Silenzio Degli Innocenti, di Jonathan Demme, thriller premiato con l'Oscar e standing ovation per Anthony Hopkins.
Alfred Hitchcock, consigliati Psycho, La finestra sul cortile, Gli Uccelli, La Donna che visse due volte.
I Soliti Sospetti, di Bryan Singer, sceneggiatura all'altezza.
Star Wars,di George Lucas. La prima trilogia, che ha cambiato il modo di fare cinema.
Martin Scorsese, uno dei più grandi cineasti americani. Consigliati The Departed, Quei Bravi Ragazzi, Toro Scatenato, L’Ultima Tentazione di Cristo, Gangs of New York e Casinò.
Apocalypse Now, di Francis Ford Coppola, epico film sulla guerra.
Chinatown e Il Pianista, di Roman Polanski.
Amadeus, Man On The Moon e Qualcuno volò sul nido del cuculo, di Milos Forman, che sa raccontare storie come pochi altri.
Sin City, di Rodriguez. Innovativo e spietato, dal genio di Frank Miller.
A qualcuno piace caldo, di Billy Wilder, la commedia per antonomasia.
Teminator e Teminator 2, di James Cameron, cult di genere.
La Vita è Bella, di Benigni, la poesia del cinema.
BraveHeart, con Mel Gibson, film in costume di grande potenza evocativa.
Alien, Thelma e Louise e Blade Runner, di Ridley Scott, ognuno un classico del suo genere.
Fratelli Coen, da vedere Fargo, Crocevia della morte e Il Grande Lebowski.
Ritorno al futuro e Forrest Gump, di Zemeckis, non hanno bisogno di commenti.
Donnie Darko, con Gyllenhall, uno degli ultimi Cult movie.
Clint Eastwood, uno dei più grandi cineasta americani, e solo di recente riconosciuto come tale. Da vedere Gli Spietati, Un mondo perfetto, I Ponti di Madison County, Million Dollar Baby e Mistic River.
V for Vendetta e Matrix, dei fratelli Waicioschi (ma come se scrive?!).
Crash Contatto Fisico, premiato di recente con un meritatissimo Oscar.
Die Hard Trappola di cristallo, Die Hard 2 e Die Hard 3, con Bruce Willis, punto di riferimento per i film d'azione all'americana.
Stand By Me Ricordo di un’estate e Misery non deve morire, di Rob Reiner, entrambi tratti da racconti di Stephen King.
Trainspotting, di Danny Boyle, memorabile storia di vita, amicizia e droga.
Moulin Rouge, di Luhrmann, favola d'amore moderna e rivisitazione del Musical.
La Cosa, Fuga da New York, The Fog, Grosso Guaio a Chinatown, di John Carpenter, maestro del B movie.
L’esercito delle Dodici Scimmie, La leggenda del Re pescatore e Brazil, di Terry Gilliam, visioni di un mondo distorto da una mente malata.
Heat, Miami Vice, Collateral e L’ultimo dei Mohicani, di Michael Mann, grande regista di Action-movie urbani.
Tim Burton, e la sua fanciullesca ma al contempo grottesca visione del mondo. Da vedere Edward Mani di forbice, Big Fish, Mars Attack, Ed Wood, Nightmare Before Christmas. Neverland Un sogno per la vita, con Johnny Depp, dedicato a uno dei più geniali scrittori di sempre.
L’alba dei morti dementi e Hot fuzz, di Edgar Wright, omaggio e demolizione degli stilemi del genere Horror e Action.
Il Cacciatore, di Michael Cimino, grande classico.
Rain Man, di Barry levinson, con un emozionante Dustin Hoffman.
Philadephia, Apollo 13 e Cast Away, con Tom Hanks, vincitore di due Oscar.
Robin Williams, attore dotato di un'impressionante versatilità interpretativa. Da vedere Insomnia, One hour photo, L’uomo bicentenario, Patch Adams, Will Hunting Genio Ribelle, Jumanji, Mrs. Doubtfire, Hook Capitan Uncino, Risvegli, L’attimo Fuggente, Good Morning Vietnam.
Dustin Hoffman, grandissimo talento comico e drammatico, uno dei più grandi. Da vedere Sleepers, Eroe Per Caso, Tootsie, Papillon, Lenny, Uomo da marciapiede, Il Laureato.
Al Pacino, insieme a Robert De niro il più grande in assoluto. Da non perdere Ogni Maledetta Domenica, L’avvocato del Diavolo, Carlito’s way, Donnie Brasco, Profumo di Donna, Paura D’Amare, Serpico, Quel pomeriggio di un giorno da Cani.
Robert De Niro, l'unico e forse inarrivabile, attore feticcio di Martin Scorsese, e anche ottimo regista. Da vedere Frankenstein, Terapia e Pallottole, La Stanza Di Marvin, Ascensore per l’inferno, Ronin, Men Of Honor, Cape Fear, Novecento, Tavi Driver, The Good Sheperd.
Poi grandi film (sia per produzione che per qualità) quali Platoon, Abyss, Titanic, Il Gladiatore, Jurassic Park, Men In Black, La Vita è una cosa meravigliosa, Romeo + Juliet, Magnolia, Pretty Woman, Erin Brockovich, Ghost, Il Paziente Inglese, Rivelazioni, Basic Instinct, Natural Born Killers, Scream, Le Ali della libertà, Il Miglio Verde, La Mosca, Paura e Delirio A Las Vegas, Ed Wood, Essere John Malkovich, Full Monty, La Sottile Linea Rossa, Il Corvo, Il Truman Show, The Mask, Ace Ventura, Il Diavolo In Blu, Jackie Brown, Balla Coi Lupi, Arma Letale, Beverly Hills Cop, Fame, Flashdance, American Gigolò, Wall Street, Witness Il Testimone, Frantic, Top Gun, Un Pesce di Nome Wanda, Ghostbusters, Poltergeist.
Mancano alcune pietre miliari del cinematografia italiana e mondiale... ma se ci fossero stati proprio tutti sarei un uomo senza un briciolo di vita sociale. Per cominciare o continuare dovrebbero bastare.
La Cazzata Delle 06:58:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: CINEMATTOGRAFO
1.10.07
Grazie
Come il sole in un giorno di pioggiaCome l'alba dopo l'oscura notte
Come la meta alla fine di una corsa infinita
Come un sorriso dopo lacrime amare
Come i tuoi occhi grandi al mio risveglio
Come il silenzio dopo parole inutili
Come la musica dopo il silenzio
Come l'orizzonte allo sfumare del mare
Come un frutto dopo il rigido inverno
Come un bacio dopo un lungo viaggio
Come l'amore quando l'amore svanisce.
Simone G
La Cazzata Delle 19:14:00 Sparata Da JimGiamba 1 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: PICCOLE
27.9.07
Schizzo... Parte Prima
"Ce l'ho io quella giusta per te!", disse all'intrasatta Ansa. La chiamavamo così perchè passava le sue giornate al PC a chiaccherare e sparlare in chat. Sapeva i cazzi di tutti senza uscire di casa, era incredibile, era la comare cibernetica. Quando nel fine settimana metteva la testa fuori della sua stanzetta buia dava fiato alle trombe. Ti si avvicinava ed esordiva con frasi del tipo "Mi dispiace per quel che è successo" oppure "E' solo uno stronzo" o ancora "Con la polo bianca che hai preso ci vedrei bene un Jeans Armani"! La sua vita girava intorno alle nostre, forse per questo era così legata a noi. "Si chiama Giada," continuò. Mi sorpresi. Fino a quel momento non mi aveva rivolto neanche un'occhiata, troppo presa a criticare il tanga zebrato di Tania Pellicciotti con le altre del branco (a volte mi chiedo dove prenda le sue informazioni). Poggiai il mio chinotto sul tavolo. "Com'è? E non parlo del suo Avatar! Cioè... insomma, l'hai mai vista?". "Cosa credi? Che ti presenti una ragazza che non abbia mai visto? Una perfetta sconosciuta?" s'alterò Ansa, che era molto permalosa. Tutto ciò rendeva molto più gustose le nostre conversazioni. “Non dico che tu non conosca vita, morte e miracoli di questa Giada," risposi con sarcasmo, "parlavo di quella cosa sai... il cosiddetto 'contatto fisico'!". E lei acida, "Abita nel mio condominio". Touché! Mi capita spesso, è uno dei miei difetti volere sempre avere la battuta pronta. O forse semplicemente voler ridere di tutto e di tutti, anche di me. Ad ogni modo eravamo uno a zero per lei. "Beh, com'è questa?", chiesi. "La vuoi vedere? Ho una foto sul telefonino". Ecco, ero pronto a prendermi la mia rivincita se la fantomatica Giada fosse stata un bidone, nel senso di pacco, insomma una fregatura. La solita amica sfigata in cerca di un marito per intendersi, talmente brutta da suscitare dolcezza. Prendo il telefono in mano e guardo. Due a zero per Ansa. Niente da ridire, veramente un bel bocconcino. Poi mi feci autogol. "Dov'è la fregatura? Ha la femminilità di un sasso? Il senso dell'umorismo di una mozzarella? È pelosa?". E la comare, "Si è lasciata da pochi mesi perché il ragazzo l'ha tradita e se lo vuoi sapere è anche Miss, oltre che dotata di un gran senso dell'umorismo. Quello che non hai tu. E adesso la smetti di fare il cretino?". In questi casi avevo un trucco. Quando tiravo un po' troppo la corda sfoderavo il mio sorriso magico. Centotrentaquattro denti bianco cocaina che mi avevano tirato fuori dai guai più di una volta. Ansa, al pari degli altri, si sciolse come un panetto di burro. Si alzò dal suo posto e passando tra gli avventori del locale pestò un piede a Nervo, che cominciò a imprecare tirando fuori curiose analogie tra l'imene e la Madonna. Alla fine riuscì a sedersi vicino a me. "Ho un piano," mi disse, "adesso tu mi riaccompagni a casa, fin sotto il portone. Arrivati suonerò a casa di Giada e lei come sempre farà capolino dal balcone della sua cameretta. Poi gli dirò di essermi confusa. Vi presento, due chiacchiere veloci e a quel punto... io me ne vado e tu te la giochi!". "Cosa?" Il suo piano faceva acqua da tutte le parti. "Ma che dici? Cos'è? Stranamore? Scusa ma non faremmo prima a chiedergli di uscire con noi, un pomeriggio di questi o che ne so, una sera? La tua trappola non mi sembra il massimo. E se non si affaccia? E se non gli garbo? E se non resta a chiacchierare? No, no, il gioco non vale la candela". "Lei esce solo nel fine settimana, gli altri giorni è impegnata a studiare e a badare alla nonna. La verità è che te la fai addosso. Il solito cagasotto di Schizzo" apostrofò lei, diabolica. Schizzo era il mio nome, da cinque anni a questa parte. Colpa, o merito, del fumo e di alcuni fastidiosi noduli laringei divenuti in seguito polipi vocali. Quando il medico mi spiegò la situazione, pensando ai film di Carpenter immaginavo un piccolo alieno del pianeta Burkz nella mia gola deciso a conquistare l'universo. Avrei voluto ridere. Peccato non avessi la voce, piccolo inconveniente della malattia. Così per due mesi non ho fatto altro che comunicare con una matita e un block-notes. E ci presi gusto. Tant'è che tolsi la matita dall'orecchio e disegnai sullo scontrino da tredici euro e venti centesimi una mano con un esagerato dito medio alzato. Lo bagnai all'umido del tavolo e lo attaccai alla fronte, ostentando il mio solito sorriso. Anche Ansa sorrise. "Dai Schizzo, cosa ti costa provare. Magari è la volta buona che trovi l'amore della tua vita". Questa l'avevo già sentita. Ma non aveva tutti i torti, potevo tentare. "Allora? Ti regge?". Ci fu un attimo di suspense, come quando si prende la decisione che ti cambia la vita. Poi, la suspense andò a puttane grazie a un mega rutto di Poncio e le grasse risate degli altri. Io tracannai il mio chinotto, mi alzai e con un imperioso "Sali" montai sullo scooter. E tra i commenti provocatori e sudici del branco sgasai verso quella che credevo sarebbe stata la mia ennesima figura di merda...La Cazzata Delle 18:02:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: PICCOLE CRESCONO
25.9.07
Lettera a Giamba...
Se ti scrivo solo adesso un motivo ci sarà. Non è mica san Lorenzo, non ci sono stelle matte su 'sta piccola città. Non ci sono desideri da non dire come tempo fa. Il destino ha la sua puntualità. Hai lottato come un uomo con la brutta compagnia, che non eri mica stanco, che nessuno mai è pronto quando c'è da andare via. Hai pregato bestemmiando per la rabbia, per tutta l'agonia, per le scelte che stava facendo Dio . Non ci sono più i petardi e nemmeno il diario Vitt. Le bambine occhiate in chiesa sono tutte quante spose, sono tutte via da qui. Non si affaccia più tua madre alla finestra a urlare "tòt a cà", non c'è neanche più la tua curiosità. Dove sono le ragazze che sceglievano fra noi? E dov'è la nave scuola che hai confuso con l'amore e forse lo era più che mai . Non c'è più la pallavolo e i tuoi attrezzi, non c'è più l'Hi-Fi. Non ci sono più tutti quanti i tuoi guai. Quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai, quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto, non dovresti crescer mai.Se ti scrivo solo adesso è che sono io così...
è che arrivo spesso tardi quando sono già ricordi che hanno preso casa qui.
Non è vero ciò che ho detto qua c'è tutto a dire che ci sei...
Fai buon viaggio e poi... poi riposa se puoi...
Testo Di Luciano Ligabue
La Cazzata Delle 07:23:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: SUONANO I PENSIERI MIEI
22.9.07
Alla Luna
Ero sperduto in strade sconosciute a maledire il cielo che ti portava via mentre un vecchio ubriacone osservava paziente ridendo della mia stupida gelosia. E tra vecchie lattine e tappi di bottiglia il mio animo con muta voce raccontava alle stelle le nostre notti di amore fragile e veloce. Che tu eri lì e potevo vederti ogni maledetta sera cullata dalle nuvole così impalpabile e vera. Ma come i grandi amori, i più veri, che si concedono solo ai tuoi occhi tu mi sorridi di luce chiara abbassi lo sguardo e poi scappi. E Lasci l'azzuro nei miei pensieri e gioia nessuna e il sole che fiero risplende ma mai quanto te, amica Luna.Testo Incompleto Di Simone G
La Cazzata Delle 06:44:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: PICCOLE
La Cazzata Delle 04:37:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: SUONANO I PENSIERI MIEI
19.9.07
Song To The Siren
And you sang "Sail to me, sail to me, Let me enfold you."
Here I am, here I am waiting to hold you.
Hear me sing: "Swim to me, swim to me, let me enfold you.
Testo Di Jeff Buckley
La Cazzata Delle 02:19:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: PICCOLE
12.9.07
Chi Vuol Intender Intenda. Gli Altri In Camper!
Protovergo chewin slycog prebab pack. Pack? Protovich baomer precog sly vergobab vergomer, mer baogum slypack previch. Chewinpack. Chewinpack prepack, slyvich protogum.
La Cazzata Delle 06:30:00 Sparata Da JimGiamba 1 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: ME STESSO MEDESIMO IO
28.8.07
Lo Statista
San Lorenzo,
Svariati Mesi Fa...
C'ho 'na laurea da statista, in esilio dal mio mondo
non ce sto più co la testa e dell'artri me ne fotto
ma è la gente che m'accoglie e che da ascolto alle mie ansie
che me sente controvoja, che me guarda e quasi piagne
ma che lagrime te versi sembro quasi 'nburattino
tutti anni andati persi nelle mani der destino
chiedo rime in un sorriso che me portino ar passato
che er presente me fa schifo e er futuro m'ha lasciato
ma la musica me cheta dall'angoscia che me sale
che la mia ora è arrivata che so giunto ormai alla fine
e la fine non è morte ma è la pace de se stessi
quandio l'anima è alle corde e stai 'guerra co quell'artri
chi non sente il tuo bisogno, chi il diverso ormai lo evita
chi se veste dell'orgoglio pe avé dato l'elemosina
chi te guarda come dire che non c'hai capito niente
che devi imparà a campare e che mai te devi arende
ma che voi che je racconto a 'sta merda mia de vita
c'ho provato a remà contro e so finito alla deriva
quindi campo come viene e corro lungo la mia strada
e pure se nun me conviene sopravvivo comunque vada
perchè so sempre no statista
tenetelo impresso nelle vostre menti
che quanno con dio faremo i conti
potrò guardarlo a testa alta
Simone G
La Cazzata Delle 13:05:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: PICCOLE
10.6.07
Non Ho Proprio Niente Da Dire
La Cazzata Delle 18:44:00 Sparata Da JimGiamba 0 Perditempo Hanno Detto Che...
Post-It: ME STESSO MEDESIMO IO





